NewsFigli senza regole? Questi i danni sul loro cervello

19/09/2016 - 22h

Le regole, tanto amate un tempo e tanto bistrattate oggi. Le scuole di pensiero su quante e quali siano le regole base per educare, sono quasi infinite. Di certo, però, si assiste a una generalizzata tendenza ad abbattere a una a una le regole con cui le generazioni di neogenitori sono cresciute.

Con quali conseguenze? Il pensiero dominante dei genitori associa regole più blande (a volte quasi inesistenti) a una maggior libertà del bambino. E, di riflesso, la maggior libertà con la felicità. Ovvero: "ti cresco felice e libero, perché non ti stresso con le regole che i miei genitori mi hanno costretto a seguire da bambino".

Invece, recenti ricerche nei campi delle neuroscienze e della neurobiologia, smentiscono questo tipo di mantra genitoriale. Che, siamo sinceri, toglie anche unabuona parte di responsabilità al ruolo di genitore.

Sarà che i quarantenni di oggi sono eterni adolescenti e non hanno voglia di imporre regole ai figli, appellandosi a principi educativi che essi stessi spesso ignorano? La risposta è complessa ma la scienza è unanime: ai bambini servono le regole, anzi ne hanno proprio bisogno per essere più felici ed equilibrati

La gratificazione che non c'è più

Se ne parla nel saggio "Nuovi adolescenti, nuovi disagi" di Mariani e Schiralli (Ed. Oscar Mondadori): un'educazione eccessivamente permissiva e la mancanza di autorevolezza, crescono figli che non conoscono i limiti della gratificazione.

Lo affermano proprio studi recenti di neuroscienze neurobiologia. Nell'organismo dei bambini e degli adolescenti cresciuti "senza regole", si produce un enzima particolare (dopaminabetaidrossilasi) in grado di non far più percepire il limite della gratificazione e di annullare la sensazione di appagamento. Va da sé che la mancanza di regole, dunque, non generi tutta questa felicità a cui ambiscono i genitori altamente permissivi.

Con la conseguenza che queste generazioni, cresciute totalmente (e consapevolmente)fuori controllo, rischiano una sorta di bulimia del desiderio che li porta anche a sviluppare maggiore aggressività in età adulta.

Il cortisolo alle stelle, a 6 anni

I bambini senza regole, secondo questi studi, soffrirebbero anche di stress. Dello stesso stress da cui sono affetti gli adulti e, a causa del quale, si ricorre in maniera sempre più massiccia all'uso di psicofarmaci.

Si parla, infatti, di bambini e adolescenti con livelli di cortisolo (ormone dello stress) alle stelle. Quando il cortisolo svetta, le conseguenze si fanno anche fisiche: si dorme peggio, si sviluppa una tendenza al sovrappeso, si è soggetti a numerosi malanni psicosomatici (e non).

Ma perché l'organismo dei bambini, in assenza di regole, produce più cortisolo? Perché, in sintesi, è stressante non avere punti di riferimento autorevoli nell'infanzia e nell'adolescenza. Genitori che diano regole e che sappiano riprendere i bambini quando quest'ultime non vengono rispettate, sono necessari per allentare lo stress della crescita. Così come è necessaria una fisiologica e sana ribellione alle regole.

Quando mancano i riferimenti e i paletti, tutto il mondo emotivo e psichico dei figli va in confusione generando non solo una aumento dello stress, ma anche un minor controllo delle pulsioni. Questo tipo di reazione ha una spiegazione scientifica: stressato e senza punti di riferimento, un figlio cresciuto senza autorevolezza genitoriale, sviluppa in modo inadeguato le vie nervose che portano dalla corteccia frontale del cervello al sistema limbico che gestisce e regola le emozioni.

Sin dai primi mesi di vita

Gli studiosi sono chiari: un bambino ha bisogno, sin dai suoi primi mesi di vita, difigure genitoriali in cui rispecchiarsi e con cui rapportarsi. Sistemi relazionali in cui figure autorevoli, rispecchino sia le emozioni positive sia le reazioni negative del figli e che siano in grado di contenerle, guidarle, accoglierle e accudirle.

Il contenimento e l'accoglienza si esprimono anche attraverso il rispetto di alcune regole che valgono a prescindere, proprio in nome dell'autorevolezza di mamma e papà. Questo "valore a prescindere" dà sicurezza al bambino e lo accompagna nella sua crescita.

Crescere felice è soprattutto questione di equilibrio: è avere un nido sicuro e certezze solide, ma con la possibilità di dispiegare le ali rispettando se stessi e gli altri.

Articolo tramite: donnamoderna.com

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